sabato 10 settembre 2011

Eccoti lì. Addormentato in una lucce incerta. E nascono i sogni, nel silenzio delle case al mattino, nascono proprio dalla tua nuca, come bolle di sapone. E io le guardo, le guardo brillare nella penombra. Mi metto a sedere e le lenzuole mi si attorcigliano alle caviglie con un movimento sinuoso, e mi sorridono sornione come i gatti, invitandomi a poggiare di nuovo la testa sul cuscino. Ma io mi voglio mettere a sedere, e la mia ombra fende le lame di luce scaturite dalle persiane. Ti guardo dormire. Non ci sono orologi nella stanza, non ci sono rumori. Il tuo respiro lento nel sonno ha piegato il tempo che ora è scandito solo dall'abbassarsi e l'alzarsi del tuo torace. Non esiste null'altro al mondo. Solo una stanza piena di sogni e vuota di tempo e io che li guardo toccare il soffitto, e tu che hai creato tutto questo.

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