E' sufficiente piegare un po' la testa di lato perchè osservare una bocca mentre parla diventi mostruoso. Un pozzo buio e cancelli d'avorio.
E dalla brutale cavità esce un verso animale. Sembra infido, forse subdolo, ma potente.
E questo suono ci entra dentro, vibrando nella carne e rombando nelle vene come fiume in piena ( è una droga..), echeggiando nelle ossa... e ci sfibra, e ci invecchia.
Sono talmente unte e grasse quelle che chiamiamo parole, che scivolano in modo nauseante per la gola prima di essere vomitate fuori. Vomitate.
E io vi vedo, incartapecorire su questi banchi, come se il tempo mi avesse estirpato gli occhi e avesse incastonato nei miei bui incavi i suoi. E così mi permette di vedere oltre la massa informe degli anni.
Si, vi vedo.
Vi riempite di parole che si gonfiano come spugne imbevute, vi vedo sudare espellendo l'acqua sporca che avevano lasciate marcire dentro di voi. Vi vedo essiccare, svuotati, perchè era quello l'unico nutrimento.
Incontrollabile è il tempo, invincibile la morte.
Tutti noi infine raggrinziremo sotto il sole della fine e in noi non resterà più nulla, solo cenere.
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