24 gennaio 2010
Mi riempio di questa luce e di questo cielo, del freddo di gennaio, del sellino della bici che scricchiola.
Il vento smuove la polvere sottile sulla terra del parcheggio.
Il sole d'inverno, che dà quel sapore diverso all'aria, l'asfalto freddo, la ringhiera e le rotaie arruginite annegate nella ghiaia.
Le ore si rincorrono ma io resto qui a pensare.
Come una foto scattata, che impasta le sensazioni con i colori, e in pochi secondi trasforma un momento che era tuo in un ricordo.
Respirare, sezionando meticolosamente tutti gli odori portati dal vento.
Arrivare molto più in là di dove la mente è capace di andare.
Perdersi in un cielo che tutto il mondo sta ignorando.
Senza sapere più chi sei, da dove vieni, e dove vuoi andare. Annulando ogni cosa che si pensa di conoscere, e riinventandola.
Confondere i tuoi battiti col tamburo della terra.
Diventare la strada, il pino, il fiume.
Assistere al momento in cui si chiudono le tende del sipario e cala il buio.
Camminare isolando ogni suono, perchè sia il rumore dei tuoi passi a scandire il tempo.
Tornare a casa, assediata dal buio,entrare in camera.
Premere un bottone, e risvegliare la luce.
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