Così ho riportato alla luce una vecchia poesia, scritta, come meticolosamente ricorda questo diario, lunedì 3 novembre 2008..
Impeto d'amor per questa vita,
-sono senza respiro, me l'ha tolto il vento-
e seguo colla punta delle dita
il profilo del mio finestrino,
come si segue quello dell'amante addormentato
mentre un cielo cinerino
spegne un sole ormai malato,
gettano le nude braccia- i rami-
gocce di luce
che s'impigliano come fossero ricami.
E delle ombre di miele dei lampioni,
sento nella bocca il gusto.