giovedì 25 ottobre 2012

Per tornare a respirare

Era in ritardo quel treno delle 21.15.  La nebbia si avvolgeva intorno ai lampioni accesi.
Passò un treno, risucchiando la notte nel suo frastuono.
Nell'alone di luce dei finestrini, nei volti gialli dei passeggeri, rividi il tuo.
Dovetti tormentare il mio capello, ad occhi serrati, per qualche minuto, prima di tornare a respirare.




Un fantasma

Sembravano finti quei finestrini. La luce dei neon ci rinchiudeva nel treno senza poter vedere altro che il nostro riflesso sul vetro. Ogni tanto, qualche stazione perduta nel buio, lampeggiava per poi scomparire; e così il mio riflesso si illuminava e si confondeva a battiti irregolari.
Non volevo più vedere nessuno.
Un uomo con un cappello nero, fermo a fissare il vuoto sul ciglio di un binario,si era dissolto prima che potessi pensarlo poco più che un fantasma.

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